Manuale



Tecniche per la raccolta del seme dalle praterie seminaturali e per il suo impiego in inerbimenti e restauri ecologici

Oltre a produrre foraggio, obiettivo primario della coltivazione, le praterie seminaturali ricche di specie svolgono altre importanti funzioni: proteggono il suolo dall’erosione, preservano la biodiversità delle specie erbacee che le compongono e costituiscono un habitat insostituibile per tante specie animali.

Un importante “sottoprodotto” di queste fitocenosi è il seme che esse producono. Questo può essere impiegato per realizzare, nella stessa area geografica della raccolta, nuovi prati ricchi di specie, inerbimenti e restauri ecologici con alto contenuto di biodiversità. Per le aree non adibite a colture intensive o prive di funzione strettamente tecnica, queste applicazioni, indirizzate alla conservazione della biodiversità, dovrebbero quanto più rapidamente possibile soppiantare l’uso dei miscugli commerciali di specie erbacee composit da varietà geneticamente selezionate che sempre più compromettono la conservazione delle biodiversità.

La raccolta e l’impiego possono venire realizzati in modi diversi a seconda delle attrezzature disponibili e delle caratteristiche stazionali:
+ raccolta e distribuzione di erba verde
+ raccolta e distribuzione di fieno
+ raccolta e distribuzione di fiorume da mietitrebbia, spazzolatrice o fienile
+ raccolta e impiego di zolle intere e dello strato superficiale di suolo


Raccolta e distribuzione di erba verde

Nell’epoca di massima presenza di seme maturo sulle piante, l’erba può essere tagliata, subito raccolta, portata sulla superficie da inerbire (sito recettore) e lì distribuita in modo omogeneo. Sul sito recettore, nei giorni successivi alla distribuzione l’erba si essicca e lascia cadere al suolo il seme maturo presente nelle infiorescenze al momento del taglio. Ricoperto di erba, il suolo mantiene l’umidità e viene protetto contro l’erosione, costituendo così un substrato ottimale per la germinazione del seme.
Questa tecnica è facile da realizzare perché non necessita di attrezzature particolari (bastano le falciatrici e i rimorchio portafieno standard delle aziende agricole) ed è efficiente nella raccolta del seme. Tuttavia, poiché l’erba verde non può essere conservata, la semina deve essere realizzata subito dopo la raccolta e la tecnica risulta applicabile, quindi, solo nel periodo di maturazione del seme (al primo ricaccio, maggio-luglio a seconda della quota).

Raccolta e distribuzione di fieno

Prima di essere raccolta, l’erba tagliata nello stadio di massima maturazione del seme viene essiccata e rivoltata in campo per 1-2 giorni (fienagione tradizionale). Viene poi raccolta sfusa o imballata e portata in deposito dove può essere conservata anche a lungo.
Quando arriva il momento della semina, il fieno viene portato sul sito recettore e distribuito in modo analogo all’erba verde.
Questa tecnica consente di realizzare l’inerbimento in qualsiasi momento. Inoltre, come nel caso dell’erba verde, è facilmente applicabile perché impiega macchinari normalmente presenti nelle aziende agricole e si adatta bene alle superfici in pendio. Infatti, il fieno, oltre ad apportare seme, protegge anche il solo contro l’erosione. Tuttavia, il contenuto di seme è minore che nell’erba verde perché una parte si perde sul sito donatore nel corso della fienagione.

Raccolta e distribuzione di fiorume da mietitrebbia, spazzolatrice o da fienile

In un sito donatore, il seme maturo presente sulle piante in piedi può essere raccolto con una normale mietitrebbia da frumento oppure con un mezzo speciale, chiamato spazzolatrice. Nel caso della mietitrebbiatura l’erba ricca di seme viene tagliata e trebbiata: l’erba privata del seme viene lasciata sul prato per essere poi raccolta come fieno mentre il fiorume (seme misto a frammenti di foglie, fusti e infiorescenze) viene recuperato, portato in magazzino, asciugato e conservato.
Nel caso dello spazzolamento l’erba viene solo privata del seme e rimane in piedi sul prato.
Fiorume può essere ottenuto anche trebbiando in azienda il fieno raccolto da una prateria seminaturale. Attualmente il metodo tradizionale di reperimento del fiorume (dal pavimento del fienile in primavera dopo che il fieno è stato completamente utilizzato come foraggio) non è più così efficace perché il fieno imballato lasica cadere poco seme. Inoltre, se il fieno provenite dai diversi prati di una azienda non viene separato nel fienile, il fiorume ottenuto può contenere anche seme di prati artificiali che lo renderebbe inadatto all’impiego nel restauro ecologico. Dopo l’essiccazione il fiorume può essere conservato (anche in frigorifero) per esser impiegato in qualsiasi momento ve ne sia la necessità.

Raccolta e impiego di zolle intere o dello strato superficiale di suolo

Quando una prateria seminaturale di pregio è destinata alla distruzione (a volte anche solo temporanea) a causa di interventi infrastrutturali, lo strato superficiale di suolo contenente seme, piante vive, animali può essere conservato e ridistribuito sullo stesso sito o su un sito vicino adatto. Dopo l’attecchimento, la fitocenosi che si forma è molto simile a quella presente sulla prateria di origine.
Lo strato superficiale di suolo può essere asportato come zolla intera (minore disturbo ma maggiore difficoltà e costo di trasporto) oppure sminuzzata. Inoltre, sia zolla intera che suolo sminuzzato vanno ridistribuiti quanto prima per evitare la morte delle piante per essiccazione o asfissia nei cumuli di conservazione.